Verità vo’ cercando

Verità vo’ cercando, ch’è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta

Basiamo la nostra vita su fatti e convinzioni che ad altri possono parere mere opinioni.

Difendiamo a spada tratta la Nostra verità, ma si tratta appunto della Nostra verità non della Verità. Quest’ultima spesso una mera utopia in settori quali la politica o il tifo sportivo.

Non possiamo pensare che i nostri avversari, e tutti quelli che non la pensano come noi, abbiano sempre gli occhi foderati di mortadella o siano sempre consapevoli di mentire.

La passionalità ed il coinvolgimento emotivo sono nemici della Verità, che può essere vista come la zona d’intersezione fra le verità soggettive.

La marmellata l’ha rubata Luigino, ed è questa la Verità!

Ma se Luigino dice di aver visto Luca rubare la marmellate e diffonde la voce che sia stato Luca a rubare la marmellata, questa sarà per tutti la verità fino a quando Luigino non verrà colto con la mano nel vasetto!

La verità solitamente arride non a chi effettivamente ne sostiene la causa ma a chi ha maggiori argomenti da proporre per sostenere le sue tesi.

Quello che a noi arriva sono informazioni e se queste informazioni sono errate perché volutamente artefatte o semplicemente interpretate soggettivamente, la visione della verità che ne deriva è forzatamente alterata.

Per gli Juventini gli scudetti vinti sul campo sono ventinove trenta, per gli altri sono gli scudetti rubati ad essere 27 28 o poco meno. 

La calunnia è un venticello
Un’auretta assai gentile
Che insensibile sottile
Leggermente dolcemente
Incomincia a sussurrar.
Piano piano terra terra
Sotto voce sibillando
Va scorrendo, va ronzando,
Nelle orecchie della gente
S’introduce destramente,
E le teste ed i cervelli
Fa stordire e fa gonfiar.
Dalla bocca fuori uscendo
Lo schiamazzo va crescendo:
Prende forza a poco a poco,
Scorre già di loco in loco,
Sembra il tuono, la tempesta
Che nel sen della foresta,
Va fischiando, brontolando,
E ti fa d’orror gelar.
Alla fin trabocca, e scoppia,
Si propaga si raddoppia
E produce un’esplosione
Come un colpo di cannone,
Un tremuoto, un temporale,
Un tumulto generale
Che fa l’aria rimbombar.
E il meschino calunniato
Avvilito, calpestato
Sotto il pubblico flagello
Per gran sorte va a crepar.

Rossini – Il Barbiere di Siviglia

Articolo originale del 26 giugno 2008 pubblicato su Blogger e Libero Blog

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